La lenta degradazione della cultura italiana.

Posted in eventi, conferenze, art performance with tags on February 9, 2010 by ilclubdelibro

Un paese fermo e vecchio.
di Dale Zaccaria

L’attuale stato della cultura italiana è lo specchio di un paese che sembra non avere la capacità di rinnovarsi ed evolversi. Un paese – stagno che invecchia, dove giovani talenti ricercatori spesso sono costretti alla fuga. Ma questa sembrerebbe retorica, discorsi già sentiti e ri-sentiti anche se in parte molto reali. Non volendo cadere in questo, anche ad una banalizzazione della lenta degradazione del nostro umore sociale e culturale, dissemino e mino attraverso gli studi le analisi di Michel Foucault alcuni “elementi sfuggenti” ma credo chiave per comprendere che la stessa “cultura” è spesso intessuta da relazioni di potere che sono appunto delle impasse all’evoluzione intellettuale ed umana di un popolo, tirando alla fine delle conclusioni, mie conclusioni, su un sistema “mentale” che non permette apertura e rinnovamento, e questo stato “mentale” ha in realtà radici profonde, proviene dall’Antica Roma fino a noi, oggi.

Scrive Michel Foucault nella sua lezione del 14 Gennaio 1976 al Collège de France “ (…) in qualsiasi società , relazioni di potere molteplici attraversano, caratterizzano, costituiscono il corpo sociale; e queste relazioni di potere non possono dissociarsi, ne stabilirsi, né funzionare senza una produzione, un’accumulazione, una circolazione, un funzionamento del discorso (…).”

E in “Sicurezza territorio e popolazione” lezione dell’11 Gennaio 1978 prosegue ancora: “ il potere non si fonda su se stesso e non si genera da se stesso(…) i meccanismi di potere sono intrinseci a tutti questi rapporti, ne sono in modo circolare, l’effetto e la causa (…) tra i meccanismi di potere disseminati nei rapporti produttivi, familiari e sessuali, è possibile rinvenire coordinazioni laterali, subordinazioni gerarchie, isomorfismi, identità o analogie tecniche (…).”

E scrive ancora Pierre Dalla Vigna in Michel Foucault Poteri e Strategie sintetizzando il pensiero del filosofo: “le forme di potere, pertanto sono molteplici, e non certo riassumibili nella punizione e nell’interdetto. E il loro intrecciarsi disegna dei fatti generali di dominazione, in una strategia più o meno coerente ed unitaria. Non si dà un unico dominio con procedura binaria, (dominanti e dominati) ma una multiforme produzione di rapporti di dominio(…).”
E citando lo stesso Foucault : “Non c’è il Potere, ma relazioni di potere che nascono incessantemente, come effetto e condizione di altri processi”.

Allora gli stessi processi culturali sono “assoggettati” sempre per usare un termine Foucaultiano da meccanismi relazioni di potere che circolano attraversano i corpi e le scritture, si dispongono e si pongono fuori in una sfera sociale e intellettuale di gruppo o singola, individuale.

E siccome il Potere è spesso in impasse, è cieco (cfr. Pierre Dalla Vigna) crea appunto dei muri delle barriere che in senso reale sono il ri-stagnarsi di ambienti sociali e culturali fini a se stessi.
Pensando all’attuale stato culturale dell’Italia e muovendomi con le “categorie” Foucaultiane rintraccio nelle relazioni di potere sorgenti antiche e che spesso sono un fatto reale nella circolazione nella produzione della cultura stessa da parte di soggetti, attori /oggetti più o meno consapevoli di queste strategie.

- Cliènte sostantivo maschile dal latino cliens-ntis. Nell’antica Roma chi pur godendo di uno stato di libertà si trovava tuttavia in rapporto di dipendenza con un cittadino potente (il patrono) dal quale riceva protezione.

- Clientèla sostantivo femminile dal latino clientela. Nel significato storico, il rapporto di dipendenza tra il cliente e il suo patrono; con valore collettivo, l’insieme di clienti. Per analogia, complesso di seguaci e sostenitori di personaggi autorevoli o di famiglie potenti.

-Corte sostantivo femminile dal latino cors-cortis cortile terreno adiacente alla villa. In senso figurativo gruppo di persone che stanno attorno ad un personaggio mostrandogli devozione o cercandone favori.

Le citazioni riportate si trovano in

-Michel Foucault, Microfisica del potere, a cura di Alessandro Fontana e Pasquale Pasquino, Einaudi, 1977.

-Michel Foucault, Sicurezza, Territorio e Popolazione,Corso al Collège de France (1977-1978) Edizioni Feltrinelli.

- Michel Foucault, Potere e Strategie, L’assoggettamento dei corpi e l’elemento sfuggente, a cura di Pierre Dalla Vigna, Mimesis, 1994.

Francesca Checchi

Posted in eventi, conferenze, art performance on February 1, 2010 by ilclubdelibro

CORPO DI DONNA


Francesca Checchi, diplomata presso l’Accademia di belle Arti di Roma, ha formato la sua ricerca artistica ed estetica nell’Ecole Superieure des Beaux Arts di Toulouse in Francia, dove ha vissuto per diversi anni, durante i quali ha partecipato a Stage e workshops di video, suono e poesia eelettronica.

La sua ricerca è tesa a creare degli spazi sospesi, leggeri, impalpabili, ”alter-spazi”, come nei progetti di spazi sonori de “le cinema pour les oreilles” e delle installazioni video. Attiva in ambito sperimentale, fa parte del collettivo “lasituazione” e da tempo collabora con musicisti, compositori e gruppi di ricerca nella musica elettroacustica.

Tra le ESPOSIZIONI COLLETTIVE:

Nel 2008 MUSAE MuseoUrbanoSperimantaleDiArteEmergente, tappe di Jesolo, Cagliari, Bologna, Catania/ SINESTESIE2008 II tappa MUMI- Museo MICHETTI Francavilla a Mare e SINESTESIE2008 I tappa Museo “S. Maria dei Raccomandati” L’aquila, a cura dell’ Ass. FuoriScala.

Nel 2007 NOTTE NOIR – Istituto Cinematografico dell’Aquila / “Art and Prison, Discover the face of life “ Galleria L’Agostiniana/Roma, a cura di Birghit Shola-SINESTESIE2007 MUMI- Museo Michetti/Francavilla a Mare, a cura dell’ass. FuoriScala – Nel 2006 TraMonti Emergenti –rione Monti, Roma a cura dell’ Ass. 270gg e Giuliana Stella – “Sleep no Sleep” NotteBianca2006, Chiesa del Santo Volto di Gesù, Roma, a cura di Ilari Valbonesi/ TAKE5 galleria VM21 Contemporanea a cura di Giuliana Stella

Suoi video sono stati selezionati e premiati in diversi Festival di cinema sperimentale
e di Video-concert nel 2008: BIENNALE MUSICA- 52° Festival Internazionale di
Musica, nell’opera da camera “Oggetto d’amore” di M. Cardi con S. Bergamasco e Freon Ensamble, Teatro alle Vergini/

Poetronics Multi-versi-sonori festival di poesia elettronica –S. Giuseppe dei Minimi, L’aquila, a cura di A. Maria Giancarli/

MIXXER2008, Teatro Ridotto di Ferrara, a cura di S.cardi/ nel 2007 PROGETTO MUSICA, Ex Mattatoio di Roma programmato da CRM-Edison Studio-CEMAT-Freon/SPTM-Musica Esperimento/“Vision Frontera 2006”, Baja California- Mexico/

Ha vinto il Premio Sinestesie nelle edizioni del 2008 e 2007 , nella sezione video, ed il “I Premio Nazionale delle Arti” nella sezione scultura.

Dale Zaccaria

Posted in Poesia on February 1, 2010 by ilclubdelibro

Testi di Dale Zaccaria tratti da Inedito per una passante (Manni Editori 2008)
Video di Francesca Checchi Dans Art
Musiche Elettroniche di Roberta Vacca
Punto di Fuga 03 Corpo di Donna Brussels 30 Gennaio 2010
Di seguito le poesie lette durante la Performance all’Espace Marx

Fui tutta un succhiare
d’amore.

Io non posso trescare
con la mia donna

lei è il mio bestiame
nel cuore

la poesia che mi vuole
e mi divora.

Le ombre

Le ombre, come sono
lunghe le ombre !
E sospirano quest’ombre !

Ombre sole e ferme
senza tempo
che scoccano il bianco tempo

ombre scese dai lampioni
strette nelle case
passate a guado a cuore

ombre impaurite dell’amore
cave del silenzio
ombre che adombrano le ombre !

Per questa terra camminano
ballano s’inseguono le ombre

sono lunghe queste ombre !

E custodiscono parole
il dubbio di altre ombre.

Io t’amo.
T’amo nell’amore
che t’amo.
Nel seno dell’anima
t’amo.
Cosparsa violenta
fantasia, mai mia
io t’amo.
Nella bocca casta -
nel corpo che cadde -
nel lucente,
come luce e congiuntura,
nell’oblio, io t’amo
e non t’amo e poi t’amo.

Non i fiori ma le rose
voglio contare le rose
le rose rosse
di purpurea memoria
dure e rosse

poi quelle con la bocca
gialla
eternamente chiuse

le rose bianche
vergini e bianche
chiare come la morte
bianche come l’attesa

non i fiori io voglio contare
ma le rose
le nostre rose

quelle della tua mano
che colano dal tuo sesso
che invadono la parola

la rosa della mia mente
la rosa della vittoria
la rosa solo e sempre la rosa

ché non sono che rose
petali e profumi di rose.

Ascoltami amore
sotto il terrapieno di vita
per le siepi le stelle
nell’umido più giù
dormono i poeti:
solo un tum tum
e violette rigonfie
prese nude
alla rossa terra

getta le ginestre ti prego
e chiudi gli occhi
intorno credimi è solo vagare.

Il silenzio

Un palloncino è il silenzio
una mano è il silenzio
nel tuo cuore resta il silenzio

il silenzio va cucendo il silenzio
e se mi manchi è silenzio
il nostro nome è silenzio

senza un anello
carte o calendari
l’amore è silenzio

così batte piano il silenzio

e chiamiamo distanze
scriviamo canzoni.

Corpo di Donna

Posted in eventi, conferenze, art performance on February 1, 2010 by ilclubdelibro

Cari amici dell’isola che non c’é

Questo week-end abbiamo ricevuto e dato tanta energia; ci sono stati interessanti scambi di opinioni, abbiamo conosciuto tantissime persone nuove, che avevamo semplicemente letto via e-mail, ma soltanto durante i due gg dell’evento, abbiamo potuto conoscerci, stringere le nostre mani, ascoltarci, scambiarci confidenze, sentirci, annusarci. E’ bello questo scambio di idee, in tutta libertà senza anelli, senza bandiere, senza contratti, senza sermoni inutili: la semplciità delle belle cose.

mi piacerebbe riportare di seguito le poesie lette da Dale durante la performance e presto spero il testo per esteso di Barbara e Francesco per lasciare una testimonianza del vostro passaggio nella capitale Europea.

a presto

hanno partecipato: Dale Zaccaria, Barbara Gozzi, Francesco Forlani

Testo, elaborazioni, immagini di Barbara Gozzi.
Consulenze all’elaborato di Teresa de Cesare (medico internista) e Federica Sgaggio (giornalista).
Collaborazione all’elaborato di Piero Bocchiaro (research fellow presso il dipartimento di Psicologia della Vrije Universiteit di Amsterdam).
Contenuti: i fatti attorno al corpo di Eluana Englaro e il testamento biologico in Italia, riflessioni sul saggio ‘Corpo morto e corpo vivo ‘ di Giulio Mozzi (Transeuropa, 2009 con nota finale di D.Paolin), recupero e contestualizzazione dell’ impatto massmediatico attraverso alcuni articoli pubblicati da quotidiani nazionali italiani, intervento di Piero Bocchiaro.

Testi di Dale Zaccaria
Immagini Video Audio Installazione di Francesca Checchi
Musiche Elettroniche di Roberta Vacca

Francesco Forlani
video “Vis à vis d’Eluana Englaro” (idea, creazione immagini, montaggio…)

e regia della performance a partire dal testo di Barbara, attorno al corpo di Eluana Englaro
le musiche originali sono di Franck Lassalle
www.nazioneindiana.com/author/francesco-forlani/

Tre domande ad Adele Desideri

Posted in Poesia on January 30, 2010 by ilclubdelibro

Tre domande ad Adele Desideri.
In occasione della pubblicazione del libro: “Il pudore dei Gelsomini”

1)Adele, sembra una domanda scontata, ma non posso non fartela: il titolo del libro che ritroviamo nascosto tra i versi di una delle prime poesie del tuo nuovo lavoro, mi incuriosisce e mi inquieta al tempo stesso. Questa frase sembra aprire la via, in una dimensione misteriosa, a qualcosa di segreto, di indicibile, quasi al limite di quel giardino che tutti vorremmo ma temiamo attraversare, almeno in una fase della nostra vita, quella dell’adolescenza. A me viene in mente il rito iniziatico, quello che segna il passaggio dall’età infantile a quella matura, dove il pudore necessario e presente deve cedere il passo, dopo prove ed eventi gravosi e paurosi, a quella necessaria dose di consapevolezza per affrontare la vita. Così nei tuoi gelsomini, nella farfalla e in quel codice scritto nel cielo terso che leggono gli ulivi e le radure verde rame forse, se pure ormai donna matura che ti culli nel fiume di luce, si scorgono reminiscenze di giovanili momenti dove torni bambina e, dimentichi le rotte proibite. E comunque manca sempre qualcosa al tocco…Che peso ha nella tua poesia dunque il ricordo di questo passaggio e quanto ti pesa, se ti pesa il parlarne, visto che è così difficile per tutti dimenticarsene, e cosa manca per raggiungere un giusto equilibrio?

*Il segreto, l’indicibile, è quanto non si può dire, né pensare, né nominare. È quel che accade in un’epoca remota. L’epoca del non ricordo. Il non-ricordo (ovvero la sensazione – non la certezza – di un misfatto accaduto, forse anche solo nella pura immaginazione) può essere espresso unicamente nella metafora. Non scaturisce dal pensiero logico, ma piuttosto appare come un’intuizione improvvisa, a volte non chiara, ermetica.

*Luna bugiarda

Montmartre, via Madonnina 27, Milano

Mi trafiggi la nuca,
mi imbrigli nel lutto.
Ma in tre, tu sai,
il gioco non vale.

Sono la donna di picche,
aggrumo dolori,
nel castello dei pazzi
il re semina orrore.

La luna – tu non lo sai -
è bugiarda e calante.
Ti sfido a tressette,
la lotta è ferina,
acceco i tuoi occhi,
ti vinco, ti anniento.

Nella truffa mi avvedo
di un sole corrotto.
Sei teatro, canzone,
sei una luce blasfema.

Mi ritraggo e se vuoi
cambiamo le carte.
Perdi tu, io proseguo,
nel cappello altre storie.

Sei un disegno sfumato, io volevo l’amore.

(Adele Desideri, dalla raccolta inedita L’eremo dei pensieri sospesi)

*Il giardino proibito, quello che conserva il pudore, è effimero, come il profumo dei gelsomini. E risiede nell’infanzia, la prima infanzia: vessata, assunta a tema di un’esistenza negata ab origine.

*L’iniziazione avviene sempre troppo presto. Dopo – nell’età irresponsabile dell’adolescenza – si vola alto, inconsapevoli.
Ma il tragitto è breve. L’età adulta precipita presto nel buco nero dei doveri, dei diritti, dei riti – davvero per nulla sacri – quotidiani. Il pudore è una necessità negata.

*A volte, solo a volte, si torna bambine. È un attimo. Poi l’orologio degli affetti di nuovo perde secondi, minuti, ore. Meglio, allora, non ricordare, se non attraverso la poesia. E, quando al mattino suona la sveglia, seguire le linee invisibili – interiori – della realtà necessitante. Fare – non pensare e non sentire – per non soffrire.

2)Un calice atteso è il sottotitolo della seconda raccolta dei tuoi testi. Anche qui noto la forte presenza della dimensione del ricordo dove l’amore speso, come l’uva matura, colora la vigna e le viti, in ricordo di padre e di madre. Gli affetti familiari, la bambina con l’altalena e la corda per saltare, con le lacrime di ghiaccio… il poeta affonda il coltello nelle piaghe della sua vita e spesso sono le piaghe anche del lettore, non credi? E’ un lento lavorio di scavo nel profondo, quanto male fa al poeta? Ne troveranno giovamento, alla fine i suoi lettori?

*La via che porta alla crescita e dà un senso alla vita è per me sempre radicata nella parola. Parola – insegnamento, parola – transfert, parola – verso.
Comunque parola. La parola – quella che dico, e sento, e voglio leggere – la parola è salvifica. In termini più moderni, terapeutica.
I miei maestri della parola: Qoelet, Euripide, Sofocle, Dostoevskij, Tolstoj, Leopardi, Pirandello e, non ultimo, Turoldo.
Spero di potere donare al lettore – attraverso le mie poesie -parole gravide di senso. Ma è il lettore che sceglie. Io posso solo offrirle, le parole.
Qualcuno passa oltre, qualcuno si ferma e poi scappa, qualcuno legge e assimila.

3)Nell’ultima parte del libro parli ancora di vino, l’ho notato è un elemento che ricorre spesso. Pensando al vino il collegamento è subito al colore rosso, e al sangue: si qui a maggior ragione si parla spesso di temi sacri, Cristo, i Santi, i Morti. Che valore ha o deve avere per il poeta il sacro rispetto al profano? Il poeta nel tuo caso è testimone anche della sua/nostra cristianità, non può non esserlo dato che fa parte della sua/nostra stessa identità. In questa società così ormai multietnica trovi giusto ribadire questi concetti? E’ un compito del poeta rafforzare il senso di appartenenza ad una cultura?

*Certamente – come già ho accennato – ho avuto la fortuna di ricevere una discreta formazione umanistica: il liceo classico – la civiltà greca e quella romana -, la lettura dei grandi romanzieri e poeti – russi, francesi, inglesi, americani e italiani – lo studio della psicoanalisi freudiana e junghiana, e – in età adulta – la Bibbia. Un substrato culturale che influenza il mio modo di fare, di parlare e di scrivere.

*Vino e sangue: un binomio nel quale sono stata educata. La mia nonna materna – nella sua villa toscana in provincia di Pisa, a Cevoli – preparava per
i suoi otto chiassosi nipoti – una merenda che mi piaceva moltissimo: pane, vino e zucchero.
E, d’altronde, il collegamento tra vino e sangue non è solo essenziale nel sacramento dell’Eucarestia, ma appare anche in altre esperienze religiose. Perfino nei detti popolari: “Il vino – specie quello rosso – fa buon sangue”.

*Il sacro è ciò che fonda ogni civiltà e le dà senso. Violare il sacro significa uccidere l’uomo, la sua stessa anima. Quando mi devo recare in un paese oltre i confini italiani, prima – molto prima – ne studio la cultura religiosa, alimentare, le più arcaiche – sacre – tradizioni.

*Ma non temo il confronto. Né voglio imporre la mia identità culturale, o tanto meno la mia fede.
Io mi sento così profondamente dentro alla civiltà cristiana, che non ho paura di misurarmi con chi crede in un Dio diverso dal mio. Misurarmi per comprendere, per accogliere, per amare e per crescere – io stessa – nella dimensione spirituale. L’induismo, per esempio, offre spunti molto profondi di meditazione. E così pure il Buddismo.

*Il dialogo, ancora la parola – retta però (e la rettitudine è molto vicina alla bellezza) – è, secondo me, un passaggio critico ma decisivo per il futuro dell’Europa e dell’intera umanità.

Bologna 22 gennaio 2010
Milano, 28 gennaio 2010

Cinzia Demi
Adele Desideri

attorno al corpo di Eluana Englaro

Posted in eventi, conferenze, art performance on January 13, 2010 by ilclubdelibro

guarda il video

anticipazione del video preparato da Barbara Gozzi e Francesco
un’anteprima di quanto vedrete durante la proiezione in sala il prossimo 30 gennaio a partire dalle 21h00

Salle Culturelle Espace Marx
Rue Ruppe 4, 1000 Bruxelles

I sensi e le trattazioni si spiegano con le tranche di monologhi di Barbara, intepretazioni nell’esibizione (con stacco di musica live di Frank Lassalle).

by Sahameddin Ghiassi

Posted in Culture on January 3, 2010 by ilclubdelibro

بدهکار هستیم.
نمیدانم برای شما اتفاق افتاده است که هرکاری که کرده اید به شما ایراد گرفته اند که چرا راه دیگری نرفته اید؟ متاسفانه ما در دوره دبیرستان از داشتن دبیران زبان و ریاضی بی بهره بودیم و بایست که این دو رشته را نزد خود یاد میگرفتیم و آخر ثلث یک دبیر زبان و یا ریاضی میآمد و از ما امتحان میکرد.
رشته های دیگر مثل فیزیک و شیمی و یا طبیعی همیشه دبیر برایش پیدا میکردند ولی برای زبان و ریاضی همیشه ما مشگل کمبود دبیر داشتیم و اگر هم داشتیم دبیر این رشته نبودند و علاقه چندانی هم نداشتند که درسی بدهند.
این بود که بعد از گرفتن دیپلم دبیرستان در کنکور از زبان و ریاضی نمره نمیآوردیم و بایست یک سال در کلاسهای کنکور وقت بگذاریم تا شاید سال بعد قبول شویم. ولی خوب این کاری آسان نبود که معلوماتی که ما میبایست در عرض شش سال در دبیرستان خوب یاد میگرفتیم بتوانیم در مدت یکسال آنها را جبران کنیم.
فرهاد یکی از آن دانش آموزان بود که یکسال بعد از دیپلم گرفتن موفق شد در کنکور قبول شود ولی نه در رشته دلخواهش که پزشکی و یا علوم بود بلکه در رشته ای که همیشه در دبیرستان ضعیف بود یعنی زبان توانست نمره قبولی بیاورد.
فرهاد در رشته علوم طبیعی خیلی خوب بود و همیشه نمره هایش دوربر بیست و نوزده بودند ولی در زبان وی بسیار ضعیف بود و حداقل قبولی را هم به زور میگرفت. او هم مثل بقیه زبان و ریاضی را بدون درکی از آن رشته ها حفظ میکرد تا نمره ای برای قبولی بگیرد و چیزی از این رشته ها نمیدانست و درکی از آنان نداشت. فقط به کمک حافظه اش ریاضیات و زبان را از رو حفظ میکرد. درست مثل تاریخ و فقه.
بعد از یکسال درس خواندن در رشته زبان حوصله اش سر رفت و این بار میخواست نویسنده شود. هر چه که دوستانش به وی گفتند که نویسندگی یک شغل فانتزی است و از آن حقوق و درآمد برای گذران زندگی بدست نمیاید او زیر بار نمیرفت. یک ماشین تحریر خریده بود و روز و شب مینوشت. فرهاد نویسنده بدی نبود ولی خوب برای کارهای او خواننده گان بسیاری هم نبودند که او بتواند با فروش کتابهایش به پولی برسد.
شاید تنها خواننده گان او همان همکلاسی هایش بودند که او خودش به آنان کتابش را یا هدیه میکرد و یا میفروخت.
حالا هم بعد از انقلاب او شروع کرده بود به نوشتن داستان انقلاب. بهرحال اینکار برای او کار نشد. همسرش که اروپایی بود از او تلاق گرفت و رفت و بچه هایش را هم با خودش برد. و فرهاد مجبور شد که به خانه پدرش بازگردد. زیرا این همسر او بود که مخارج خانه را میپرداخت فرهاد همیشه پشت ماشین تایپ نشسته بود و هی تایپ میکرد.
فرهاد چون در سن چهل سالگی هم هیچ کاری انجام نداده بود و تنها نویسندگی کرده بود حالا برایش مشگل بود که دست به کاری بزند. هرچه دوستانش به او اصرار کردند که لااقل لیسانسش را بگیرد و معلم شود و در ضمن بکار نویسندگی هم بپردازد او قبول نکرده بود. مدتی باامید اینکه کتابهایش را که به چاپ رسانیده بود به فروش برساند هر روز به کتابفروشی ها سر میزد ولی میدید که تل کتابهایش تقریبا دست نخورده باقی مانده است و فروشی نداشته اند.
البته او خودش را در حد جلال آل احمد میدانست و شاگرد او هم بود. ولی حتی خود جلال هم زندگی خود را از راه معلمی و دبیری میگذرانید و همسرش هم استاد دانشگاه بود و کار نویسندگی یک کار تفریحی و تقریبا بدون دستمزد برای او بود. تازه جلال محبوبیت و شهرتی بسیار بیشتر از فرهاد داشت. جلال تحصیکرده بود. ولی فرهاد از همان سال او دانشکده خود را فارغ تحصیل میدانست. مدرکی نداشت که بتواند معلم و یا دبیر شود. علاقه هم به اینکار نداشت او میخواست یک نویسنده موفق و ثروتمند شود. و میدانید که حتی بسیاری هنرمندان بزرگ نتوانسته بودند که از راه هنرشان در آمدی خوب داشته باشند و این هنر آنان یک کار تفریحی و فانتزی بود.
ولی همه حرفهای ما دوستان به کله فرهاد فرو نرفت و کم کم او مجبور شد که به یک زندگی رقت بار تن در دهد. حتی ما دوستانش هم دیگر نمیتوانستیم به او کمک کنیم و او هنوز در رویای اینکه یک نویسنده بزرگ و محبوب شود میسوخت.
مدتی هم به آمریکا رفت ولی در آن دیار هم به او به چشم یک کارگر بدنی نگاه میکردند نه یک نویسنده انقلابی. فرهای خوب مینوشت ولی خوب کی حوصله دارد که بشیند و کتابهای او را بخواند.
آنقدر نویسندگان معروف و مشهور وجود دارند که کسی به خواندن آثار یک نویسنده تازه روی نمیآورد. داستان انقلاب را که او نوشته بود همان چیزهایی بود که مردم کم و بیش در روزنامه ها خوانده بودند.
متاسفانه حالا فرهاد در سن بالا هیچ درآمدی نداشت و مجبور بود که به پدرش پناه ببرد. پدر هم سرمایه آنچنانی نداشت که بتواند که جور پسر هنرمند خود را بکشد. همه همکلاسهای فرهاد حالا دکتر و مهندس و یک دبیر و استاد شده بودند ولی او بدون مدرک سرگردان شده بود. و هیچ کاری هم به او نمیدادند چون سن او اکنون بالا بود و غیر از خوب نوشتن هنری دیگر نداشت.
متاسفانه شنیدم که او هم معتاد شده است و پدرش هم او را از خانه رانده است. نمیدانم چه کسانی فرهاد را اینقدر تشویق کردند که به هیچ کاری جز نویسندگی نپردازد غافل از اینکه از راه نویسندگی نمیشود شکم سیر کرد و یا درآمدی داشت که بتوان با آن یک زندگی معمولی را ادامه داد.

max ponte e mais

Posted in Max Ponte on December 22, 2009 by ilclubdelibro

Mais ovvero il bambino che scendeva dai grattacieli

Nell’attico di un grattacielo sparato in mezzo alla città, sulla punta più alta dell’isola che si confonde col tessuto urbano, qualcuno si sta muovendo. Si sta muovendo, fra cactus e sedilsassi, su prati giganti e pavè piuma. Pezzi uretanici, solidificazioni cromatiche, risate e carezze permanenti.

Quattro anni, una proiezione murale alle spalle e una grande vetrata davanti agli occhi. Dietro un prato in cui un bambino dal caschetto biondo corre fra i girasoli, davanti tutto quello che si può vedere di una città dall’alto, evitando la fatica del volo.

Il piccolo spalanca gli occhi chiari davanti alle costruzioni che si stagliano nel cielo, spalanca gli occhi e si meraviglia. Dalla meraviglia nascono cose come fulmini molecolari: quelle palle luminose che ti entrano in casa, rimbalzano fra le pareti senza farti nulla e se ne escono lasciandoti inebetito. Un bambino che nasce con la meraviglia è una schiumata libera, un’espansione non pianificata, un’escursione cosmica.

.. la storia continua … su: http://www.maxponte.com/BAH.asp#mais

dale zaccaria e barbara gozzi presentano ‘Corpo di Donna’

Posted in eventi, conferenze, art performance on December 14, 2009 by ilclubdelibro

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‘Attorno al corpo di Eluana Englaro’
di e con Barbara Gozzi
Il progetto nasce per contrastare cecità e smemoratezze dell’Italia di oggi partendo da un corpo, quello di Eluana Englaro, nodo centrale di fatti recenti, battaglie legali, mediche e massmediatiche. Analizzandone gli avvenimenti carnali e quelli simbolici, si cerca dialogo, confronto, ascolto verso i corpi e i loro linguaggi, recuperando il loro tendersi alla poesia, all’umanità. Si mostra la facilità con cui li si è sviliti, sfruttati fino a renderli silenziosi, vuoti.
Eluana Englaro è morta a Udine il 9 febbraio 2009 dopo diciassette anni di vita in stato vegetativo.
Il suo corpo è stato ‘oggetto’ conteso, immagine sfocata, capovolta, violata nell’identità, nella non-voce, nelle volontà. Ha subito imposizioni, strumentalizzazioni che dalla sua carne si sono diramate alle complesse questioni del testamento biologico, lo Stato di Diritto e le libertà individuali. Fino ai corpi-tutti.

Il progetto recupera ciò che questo corpo è stato, ciò che è diventato nell’immaginario collettivo anche entro maglie speculative, ed è un recupero che da una prima trattazione saggistica (nata da ricerche, condivisioni e analisi) trasmuta ora in performance di voci, parole scritte su muri-immaginazioni dei corpi, su libri, cronache, musica e arte.
Per tornare ad ascoltare e accogliere i corpi nella loro essenza, dimensione dell’umano.
Per non dimenticare ciò che è già stato, ma che può cambiare.
Perché ogni corpo non diventi – prima o poi – ‘oggetto’ nelle mani di circuiti altrui, brandelli di carne chiusi in scatole, incapaci di essere e decidere.
Per recuperare la morte come transito, accompagnamento, rispetto, scelte.

Contenuti della trattazione saggistica: i fatti attorno al corpo di Eluana Englaro (cronologia e testamento biologico in Italia); attorno al saggio ‘Corpo morto e corpo vivo ‘ di Giulio Mozzi (Transeuropa, 2009 con nota finale di D.Paolin); massmedialità (il corpo di Eluana Englaro attraverso i media); Quando l’etica manca di benevolenza (intervento inedito di Piero Bocchiaro); non epilogo – appendici (evoluzioni sociali, espansioni culturali e artistiche dal-nel corpo di Eluana Englaro).
Testi, analisi ed elaborazioni di Barbara Gozzi.
Collaboratore: Piero Bocchiaro. Consulenti: Teresa de Cesare e Federica Sgaggio.
Grazie a Giulio Mozzi, Demetrio Paolin, Claudia Boscolo. Grazie a Barbara Garlaschelli e Luca Radaelli.
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Punto di fuga 03 Corpo di donna
di e con Dale Zaccaria e Francesca Checchi
Puntodifugaproject nasce dall’idea dell’artista Francesca Checchi insieme ai testi alle parole di Dale Zaccaria.
Si cercano puntidifuga per uscire dalle barriere-dittature sociali storiche o politiche o semplicemente intime e personali.
Poesia video performance installazioni diventano così i “contenitori artistici” per un proprio punto di fuga.
Il terzo punto di fuga sarà il corpo femminile. Corpo poetico e artistico il corpo di donna creerà il proprio spazio attraverso la poesia, le immagini video – audio, la musica, e la voce. Il corpo di donna protagonista assoluto, soggetto creativo e dominante del proprio spazio. Il corpo di donna quale fulcro di attività creatrice che “evade” trova il proprio “passage” nell’atto stesso della creazione.
Creazione e fuga diventano così semplicemente sinonimi del femminile poetico.

Testi di Dale Zaccaria
Immagini Video Audio Installazione di Francesca Checchi
Musiche Elettroniche di Roberta Vacca

CORPO DI DONNA

Posted in eventi, conferenze, art performance on December 14, 2009 by ilclubdelibro

CORPO DI DONNA
Corpo politico e Corpo poetico
a Bruxelles, 29 e 30 gennaio 2010

INCONTRI VIDEO POESIA PERFORMANCE
LIVE SESSION Attorno al Corpo di Eluana Englaro di Barbara Gozzi
Punto di Fuga 03 Corpo di donna di Dale Zaccaria e Francesca Checchi
Radio Alma 101.9 FM 29 gennaio on air h.20,00
Salle culturelle Espace Marx 30 gennaio h 21,00
Rue Rouppe 4, 1000 Bruxelles (metro: Anneessens)
In foto Dara Siligato – All rights reserved Corpodipoesiaproject