Un paese fermo e vecchio.
di Dale Zaccaria
L’attuale stato della cultura italiana è lo specchio di un paese che sembra non avere la capacità di rinnovarsi ed evolversi. Un paese – stagno che invecchia, dove giovani talenti ricercatori spesso sono costretti alla fuga. Ma questa sembrerebbe retorica, discorsi già sentiti e ri-sentiti anche se in parte molto reali. Non volendo cadere in questo, anche ad una banalizzazione della lenta degradazione del nostro umore sociale e culturale, dissemino e mino attraverso gli studi le analisi di Michel Foucault alcuni “elementi sfuggenti” ma credo chiave per comprendere che la stessa “cultura” è spesso intessuta da relazioni di potere che sono appunto delle impasse all’evoluzione intellettuale ed umana di un popolo, tirando alla fine delle conclusioni, mie conclusioni, su un sistema “mentale” che non permette apertura e rinnovamento, e questo stato “mentale” ha in realtà radici profonde, proviene dall’Antica Roma fino a noi, oggi.
Scrive Michel Foucault nella sua lezione del 14 Gennaio 1976 al Collège de France “ (…) in qualsiasi società , relazioni di potere molteplici attraversano, caratterizzano, costituiscono il corpo sociale; e queste relazioni di potere non possono dissociarsi, ne stabilirsi, né funzionare senza una produzione, un’accumulazione, una circolazione, un funzionamento del discorso (…).”
E in “Sicurezza territorio e popolazione” lezione dell’11 Gennaio 1978 prosegue ancora: “ il potere non si fonda su se stesso e non si genera da se stesso(…) i meccanismi di potere sono intrinseci a tutti questi rapporti, ne sono in modo circolare, l’effetto e la causa (…) tra i meccanismi di potere disseminati nei rapporti produttivi, familiari e sessuali, è possibile rinvenire coordinazioni laterali, subordinazioni gerarchie, isomorfismi, identità o analogie tecniche (…).”
E scrive ancora Pierre Dalla Vigna in Michel Foucault Poteri e Strategie sintetizzando il pensiero del filosofo: “le forme di potere, pertanto sono molteplici, e non certo riassumibili nella punizione e nell’interdetto. E il loro intrecciarsi disegna dei fatti generali di dominazione, in una strategia più o meno coerente ed unitaria. Non si dà un unico dominio con procedura binaria, (dominanti e dominati) ma una multiforme produzione di rapporti di dominio(…).”
E citando lo stesso Foucault : “Non c’è il Potere, ma relazioni di potere che nascono incessantemente, come effetto e condizione di altri processi”.
Allora gli stessi processi culturali sono “assoggettati” sempre per usare un termine Foucaultiano da meccanismi relazioni di potere che circolano attraversano i corpi e le scritture, si dispongono e si pongono fuori in una sfera sociale e intellettuale di gruppo o singola, individuale.
E siccome il Potere è spesso in impasse, è cieco (cfr. Pierre Dalla Vigna) crea appunto dei muri delle barriere che in senso reale sono il ri-stagnarsi di ambienti sociali e culturali fini a se stessi.
Pensando all’attuale stato culturale dell’Italia e muovendomi con le “categorie” Foucaultiane rintraccio nelle relazioni di potere sorgenti antiche e che spesso sono un fatto reale nella circolazione nella produzione della cultura stessa da parte di soggetti, attori /oggetti più o meno consapevoli di queste strategie.
- Cliènte sostantivo maschile dal latino cliens-ntis. Nell’antica Roma chi pur godendo di uno stato di libertà si trovava tuttavia in rapporto di dipendenza con un cittadino potente (il patrono) dal quale riceva protezione.
- Clientèla sostantivo femminile dal latino clientela. Nel significato storico, il rapporto di dipendenza tra il cliente e il suo patrono; con valore collettivo, l’insieme di clienti. Per analogia, complesso di seguaci e sostenitori di personaggi autorevoli o di famiglie potenti.
-Corte sostantivo femminile dal latino cors-cortis cortile terreno adiacente alla villa. In senso figurativo gruppo di persone che stanno attorno ad un personaggio mostrandogli devozione o cercandone favori.
Le citazioni riportate si trovano in
-Michel Foucault, Microfisica del potere, a cura di Alessandro Fontana e Pasquale Pasquino, Einaudi, 1977.
-Michel Foucault, Sicurezza, Territorio e Popolazione,Corso al Collège de France (1977-1978) Edizioni Feltrinelli.
- Michel Foucault, Potere e Strategie, L’assoggettamento dei corpi e l’elemento sfuggente, a cura di Pierre Dalla Vigna, Mimesis, 1994.







