Archive for October, 2009

bIl Club del Libro (The Book Club) pulsing heart of the European body, linguistic expression, to feel, to flow amongst words, senses and perceptions, is now stretched to embrace an ‘other body’: from Italy it makes pulsate nodes, reflections and ratio breathing on life, death and choices around bodies of all of us.
In January 1992 Eluana Englaro, at the age of 21, remained victim of an accident in the street and for seventeen years she has lived in a vegetative state. On February 9th 2009, she died in Udine consequently to the decision of suspending her artificial and assisted nutriment. Her body has been object of a battle that from the meat has reached other contexts, swallowing consciences, public opinion, weak legislation and stratified humanity.
This body, silent, immovable, hidden to looks and caresses has naked that thiny border, weak, between life, death and freedom of choice.
From italy to Europe, through hands, eyes, voices and connections, voices and connections, this project ‘on Eluana Englaro’s body’ has been welcomed by Il Club del Libro because from words, meanings and symbols, it is possible to recover what bodies are, what they represent and what that particular body has left, whispered to everyone amongst us.

‘On Eluana Englaro’s body’

At the beginning of this project, it is urgent the need to contrast a forgetful habit in Italy in order to recover something back in our hands
This project goes round ‘on Eluana Englaro’s body’. A body which has been transformed into epicentre of facts, reasoning’s, national and local debates, private and mediated ones, legislative intervention of different nature, declarations, crashes.
Many amongst political, religious authorities, mass media, have been participating. Marco Rovelli wrote on the “Unità” of 14/02/2009:

“And from that body, then, it is necessary to restart, if there is space enough, here and now, to reconstruct a community of people and not that one of owners.”

Demetrio Paolin wrote on ‘the body and the rite’. Notes on Eluana Englaro (On ‘Corpo morto e corpo vivo’ di Giulio Mozzi -Transeuropa, 4/11/2009)

“Eluana body laid forgot and its silence would have continued to grown until the total and final one of the last months.

This project recovers events, threads of a recent past, events apparently concluded with a death, but that remain up to now, suspended, laboriously tied up to events with no direct impact on life of a single family, of a single body. Events that became words, images, thesis, instruments and symbols.

Because Eluana Englaro’s body – perhaps – has not still gone.

Barbara Gozzi
October, 2009

1.1. Chronology of main phases (around the Eluana body Englaro).

Advisers: Teresa de Cesare (doctor), Federica Sgaggio (journalist); collaborator: Piero Bocchiaro (research fellow at Vrije Universiteit of Amsterdam); thanks to Giulio Mozzi, Demetrio Paolin, Claudia Boscolo.

lunedì, 26 ottobre 2009

Con la febbre, pazienza. Ma il pezzo di Isabella Bossi Fedrigotti sul Corsera di oggi, mi richiama al doveroso senso umano, per l’umano, per l’anima dell’umano. Già questa notizia mi ha abbastanza sconvolto, tanto che ne ho parlato a lungo con amici che si occupano di nera e giudiziaria. Già mi pareva assurdo e strano, disumano, direi. Già non mi sentivo in un paese civile. Ma se anche lei, la Fedrigotti, sente la necessità di esprimersi, allora occorre seguire e dare voce.

Il corpo delle donne è delle donne. Non è che un dato di fatto. Il corpo delle donne è bello, e voi che non lo potete avere semplicemente perché non è vostro, perché il vostro potere non contempla il dominio del corpo altrui, dovete accettarlo. Ha dei confini che non vi comprendono.
. Stiamo parlando della quindicenne che nel 2007 a Montalto di Castro è stata violentata da otto ragazzi, i quali, pur affidati ai servizi sociali, girano liberi per il paese. Racconta la Fedrigotti che i compaesani dei delinquenti, hanno rincarato la dose di luogo comune e maschilismo becero, anche in televisione. Mi dispiace prendere atto di essere tornata strega, da reprimere appena nata, da sopprimere se cresce troppo, se mantiene i lunghi capelli, se accorcia le gonne, se sorride e appare. Che bella, invece, la “baldanzosa natura cacciatrice dei giovani maschi”, al galoppo in cerca di prede (leggete l’ultimo saggio di Marina Valcarenghi), arroganti e presuntuosi, ma pieni di una pochezza senza limiti. Violenze fisiche e violenze morali. Plagio e stupro.
Vergogna. Mi vergogno di queste leggi inconsistenti che impediscono di applicare una giustizia chiara e quasi gridano che lo stupro collettivo non è poi così grave. Una bravata da rieducare sul campo. Vittima e carnefici (loro tanti, lei una sola), nello stesso bar. Nelle stesse strade. Nello stesso cinema.
Vergogna. Che siano mandati al confino di un paese, di una città, di uno stato. Pene esemplari. Fatiche. Lavoro.
Cerchiamo vaccini per l’influenza, curiamo il corpo, lo rendiamo forte e indistruttibile, e permettiamo la corrosione continua e quotidiana dell’anima.
Vergogna.
Ripartiamo dalla base. Dalle cose importanti. Dall’identità. Dal fatto che siamo esseri umani e anche persone. Dalle parole: dignità, rispetto, ascolto, onestà. Senza aver paura di richiamare, una volta tanto, la morale. Un Dio che sappia danzare. O un padre di famiglia che sappia dare l’esempio. Scegliere una donna (possibilmente una per volta se non si riesce una per sempre), amarla, rispettarla (che significa anche non tradirla e non andare a puttane, altrimenti sono chiacchiere e tenetevele per voi) e trattarla bene. I figli vedono questo e questo imparano.
E a noi consiglio di amare un po’ di più. Ma non gli uomini, che già li proclamiamo principi e re, ma le donne. Di amarle davvero. Di trasmettere ai nostri figli e ai figli degli amici un amore autentico per le nostre simili. Non solo se sono sfigate, brutte, racchie, vecchie e grasse. Ma anche se hanno il piglio delle Lolite, o sono streghe, o peggio, belle e intelligenti. Se sono brave, capaci, originali. Se hanno le gonne corte e le gambe dritte. Se il sorriso largo e le chiome bionde. L’amore per le donne, che sono belle, senza per forza distruggerle o annientarle o ancora possederle o stritolarle. Non mi viene in mente altro. Se non di tenere la mano alla bambina di Montalto di Castro e di farle coraggio. Tutto passa. Ma fatti portare via da quel posto. Tu meriti rispetto. E amore.

Cercate la Bossi Fedrigotti, a pagina 14 del Corsera.
http://sbucciature.splinder.com/post/21569574#comment

[CENTRO DIURNO]

Posted: October 26, 2009 in Poesia

precari

in equilibrio sotto il tappo

sulla filettatura di un barattolo

tenendo a mente

le frasi di un matto

con il cielo sulle gambe

ritagliavamo rombi

per farne aquiloni

altri giorni

seduti sulla cruna di un ago

come su un’altalena

con le gambe a penzoloni

da statuto

si fumava

carichi d’impegno

limando un progetto di fuga

basato

su una scala avambracci e caviglie

c’era intesa, intenzione

bacini sulle tempie

mentre coi vedrai

spingevamo al di là

tutti i nostri saremo

si era tutti a venire,

con istruzioni facili

per montare una felicità

a partire

da un filo di saliva


Sebastiano Adernò

نفس الدم

http://aderno.splinder.com/

COMUNICATO STAMPA:

A BRUXELLES, PER LA PRIMA VOLTA IN EUROPA,

Il Club del Libro asbl e l’Associazione Culturale Antonio Gramsci Bruxelles annunciano che sabato 17 ottobre 2009, alle ore 18:00, presso la Salle Culturelle Espace Marx in rue Rouppe 4 a 1000 Bruxelles, avrà luogo la proiezione del film-documentario “U STISSO SANGU – Storie più a sud di Tunisi”.

Questo lavoro di Francesco Di Martino e Sebastiano Adernò, prodotto nel 2009 e dalla durata di 55 min, in italiano sottotitolato in inglese, è in corso di presentazione in tutta Italia, come dalla web http://www.ustissosangu.com, e viene qui presentato per la prima volta ad un pubblico europeo, in occasione della manifestazione nazionale antirazzista indetta a Roma lo stesso sabato 17 ottobre 2009.

“U stisso sangu – Storie più a sud di Tunisi” ripercorre le tappe fondamentali che, in maniera diversa, affrontano i migranti che approdano sulle coste siciliane: il viaggio e lo sbarco, la prima accoglienza e il problema della casa, il lavoro e l’integrazione. Le storie si incrociano e a volte si scontrano con quelle della nostra realtà: la Guardia Costiera che li recupera in mare, il medico che presta loro i primi soccorsi, il reporter che segue le loro vicende, l’imprenditore che li prende a lavorare nei campi, il personale della comunità che li ospita, lo “sconosciuto” che pure assiste al rito di commemorazione di quelli tra loro che sono morti in mare.

Alla proiezione seguirà un dibattito su “Le migrazioni ieri e oggi”, con la partecipazione di Hicham Amrani, mediatore interculturale, esperto di migrazioni e tematiche di frontiera, e con le testimonianze delle migrazioni storiche, italiane e non solo, in Belgio.

Gli autori parteciperanno venerdì 16 ottobre, dalle ore 20 alle 21, al programma “La Tela Sonora” di Radio Alma, 101.9 FM di Bruxelles (http://radioalma.blogspot.com), per parlare del progetto di questo film-documentario e della sua realizzazione.

Tutti i dettagli sull’evento, così come l’invito in italiano, francese, inglese e arabo, sono disponibili sulla web http://gramscibxl.tripod.com/ustissosangu_invito_it-fr-en-ar.pdf.

Contatti:

* Il Club del Libro asbl: https://ilclubdelibro.wordpress.com, clubdelibro@gmail.com

* Associazione Culturale Antonio Gramsci Bruxelles: http://gramscibxl.tripod.com, gramscibxl@gmail.com, tel. 0477258765

la casa della poesia

Posted: October 15, 2009 in news

COMUNICATO STAMPA

GIOVEDÌ 29 OTTOBRE, ORE 21
I canti epici del Kalevala.
Sui canti epici del Kalevala

a cura di Tomaso Kemeny

L’autrice/attrice Ulla Alasjarvi del Teatro Espace di Torino, in forma di concerto per voce recitante e violoncello di Fiorenzo Bonansone (che eseguirà musiche di Jan Sibelius), reciterà alcuni canti del Protokalevala finlandese, pubblicati dalle Edizioni d’arte Fénéon col titolo di “E la Signora del Nord si arrabbiò”.

Verrà distribuito gratuitamente al pubblico un libretto-guida alla lettura dei canti del Kalevala, sempre a cura delle Edizioni d’arte Fénéon.

Notizie:

Il Kalevala è un poema epico composto da Elias Lönnrot nella metà dell’Ottocento, sulla base di poemi e canti popolari della Finlandia (soprattutto in careliano, un dialetto strettamente correlato al finlandese).

“Kalevala” significa letteralmente “Terra di Kaleva”, ossia la Finlandia: Kaleva è infatti il nome del mitico progenitore e patriarca della stirpe finnica, ricordato sia in questo testo che nella saga estone del Kalevipoeg. Il Kaleva è dunque l’epopea nazionale finlandese.

Datazione
Lönnrot assemblò (come già fece Geoffrey di Monmouth con il ciclo arturiano) e ricostruì la memoria storica delle genti finniche attraverso la massa dei canti prodotti dalla loro poesia tradizionale, riunendone in una sola opera la cosmogonia iniziale e il ciclo eroico/mitologico.

Famosi alcuni cantori quali un certo Arhippa Perttunen (come venne chiamato dallo stesso Lönnrot nella prefazione dell’edizione del 1835), che si dice conoscesse a memoria più di mille canti. Il poema è tuttora cantato e conosciuto a memoria da alcuni anziani bardi dell’area dei laghi, in cui il Kalevala è nato e si è diffuso nei secoli. Nelle buie sere invernali, i convenuti si accomodano su una panca ed ascoltavano le gesta dei vari eroi, creatori del mondo e della cultura di quel popolo. Il racconto, in metrica, veniva cantato dall’aedo aiutato dal ritmo battuto su un tamburo col bordo di betulla e la pelle di renna. L’effetto era ipnotico ed atto a riprodurre uno stato di trance. Seppur in maniera non dichiarata, l’incontro portava in sé valenze sciamaniche e contenuti esoterici.

La versione del 1849 è composta da 50 canti, o runi (runot), i cui versi sono in metro runico. La precedente versione del 1835, di 32 canti, era incompleta. Entrambe le versioni sono corredate da una prefazione che riassume i metodi ed il contesto seguito dall’autore per la composizione del poema, oltre che la citazione di precedenti opere di raccolta del materiale sulla poesia tradizionale, come quella in cinque parti del medico Zachris Topelius tra il 1822 ed il 1831.

Per ulteriori informazioni:
Amos Mattio – Ufficio Stampa
Tel. 327-3509913
E-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

U STISSO SANGU

Posted: October 7, 2009 in news

U STISSO SANGU (Lo stesso sangue) – Storie più a sud di Tunisi

Un film documentario di Francesco Di Martino e Sebastiano Adernò

2009, 55 min., italiano, sottotitoli in inglese. Il film ripercorre le tappe fondamentali che, in maniera diversa, affrontano i migranti che approdano sulle coste siciliane: il viaggio e lo sbarco, la prima accoglienza e il problema della casa, il lavoro e l’integrazione. Le storie si incrociano e a volte si scontrano con quelle della nostra realtà: la Guardia
Costiera che li recupera in mare, il medico che presta loro i primi soccorsi, il reporter che segue le loro vicende, l’imprenditore che li prende a lavorare nei campi, il personale della comunità che li ospita, lo “sconosciuto” che pure assiste al rito di commemorazione di quelli tra loro che sono morti in mare.

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U STISSO SANGU (Le même sang) – Histoires plus au sud de Tunis

Un film-documentaire de Francesco Di Martino et Sebastiano Adernò

2009, 55 min., italien, sous-titré en anglais. Le film est un recueil d’histoires des migrants échoués un peu plus au sud de Tunis, sur les côtes sud-orientales de la Sicile.
Les auteurs parcourent les diverses étapes du chemin que les migrants traversent sur l’île. Un chemin difficile pour certains, heureux pour quelque uns, jamais entrepris
pour d’autres, mais qui inévitablement croise et parfois encontre la réalité locale. Ce sont les gardes côtiers qui les récupèrent en mer, le médecin qui leur porte les
premiers secours, le reporter qui suit leurs infortunes, l’entrepreneur qui les fait travailler dans les camps, le personnel de la commune qui les accueille, l’inconnu
qui assiste au rite de commémoration pour ceux d’entre eux morts en mer.

Ce film documente le passage du débarquement à l’insertion au travail, en passant pour le CPTA et les expériences d’intégration, s’appuyant sur un regard externe et la conscience d’être face à des hommes comme tous, dont le même sang coule dans les veines.

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U STISSO SANGU (The Same Blood) – Stories more south of Tunis

A film-documentary by Francesco Di Martino and Sebastiano Adernò

2009, 55 min., Italian, English subtitles. The film is a collection of stories about immigrants landed on the south-east coasts of Sicily. The documentary highlights the extreme hardships faced by immigrants
during the perilous journey across the sea to reach the island, and at the same time captures the experiences and stories of many people struggling every day for survival in the new environment, as well as the grief of countless immigrants disappeared alongshore.
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http://www.ustissosangu.com

vanessa cimerio

Posted: October 7, 2009 in news

Il Sogno

La violenza della pioggia di Gennaio
ci costrinse al buio scintillante dei salotti
tra damaschi, samovar, libri di botanica e anatomia
il profumo del tuo talco impregnava
l’aria satura di sudore nel salone ove ricevevi
attorno a tavoli d’ambra.
Ridevi serena senza quel trillìo nervoso nella voce,
le mani lente che si levano lievi,
sfoggiavi quella sera un’acconciatura ondulata
intrecciata in filamenti perlacei,
corniole e piume leggere come il tuo sguardo antico.
Nell’ombra pesante della lunga stagione di clausura e

[pioggia

appoggiavi la fronte contro il flaconcino di vetro marrone,

[bellezza dolente

muta e oscura
nella mia mano lasciavi cadere
un soffice dono
mio codice d’uomo.