Sebastiano Adernò – amore

nata, e colpevole di esistere

senza un silenzio, che per il mio cuore

non sia un debito

sei il tempo

che mi contorce i fianchi

il frutto

che mi ha indebolito ai polsi

il chiodo

che superò l’inverno

sciogliendosi

in un limpido tormento

dietro le palpebre, associo dolore a lento

sentimento a ingiusto, parole a te

le sillabe del rimpianto

le distillo contro i denti

i miei versi sono segno

che le tarme fanno il loro dovere

e nel tuo sogno il miracolo

elevando a potenza le preghiere

germina nel liquido amniotico

tra sbavature d’inchiostro

trattenute con spilli da sarto

ti appunti che ancora saremo,

è come vendere parole agli accusati:

anche il niente

ha bisogno dei suoi poeti per cantare

strati di epidermide inespressi:

di tutto il tatto che non usai

ne conservo ingombranti giacimenti

coperti da un silenzio di antica maledizione:

impotenza d’amare

che si schianta

contro il tuo esistere altrove

accarezzare una pietra per riconciliarsi all’illusione

permette nel giro, di slegare che l’amore

dopo il mio e il tuo imputare e nascondere

torni dal confine, staccandosi come una menzogna

dal vetro di una finestra, dove un bambino

vedendo uscire di casa i suoi genitori

sente di essere rimasto solo

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s